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Le manifestazioni del razzismo

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un imbarbarimento del Paese, grazie anche ad istituzioni complici che hanno facilitato la crescita e lo sviluppo della barbarie, grazie a individui che ricoprono ruoli governativi che hanno sdoganato immoralmente il razzismo più becero.

Di fronte a fatti del genere, non è possibile rimanere inerti, così come tristemente non è possibile risolvere i problemi da soli o in poco tempo. Il processo di lotta alle discriminazioni è un processo lungo e complesso, che prevede un netto cambio di passo per la società, dopo una prima presa di coscienza dell’entità del problema.

Purtroppo la questione della “paura del diverso” è fortemente radicata in Italia, e nell’ultimo mezzo secolo, con periodi più o meno lunghi, numerosi popoli e etnie sono state additate come pericolose o nefaste dal politicante senza scrupoli di turno:

  • nel XVI secolo, gli ebrei venivano raccolti e isolati nei ghetti;
  • nel ‘900 si parlava molto di “briganti meridionali” e con l’avvento del fascismo si cominciò a parlare anche di eugenica, come politica demografica di “miglioramento della razza”; negli anni successivi comunque la Questione Meridionale domina la storia italiana;
  • un altro fenomeno estremamente diffuso è quello dell’antiziganismo, contro i popoli rom e sinti;
  • il sentimento di odio venne quindi diretto verso i migranti albanesi, arrivati in Italia dopo la caduta del comunismo nel 1991;
  • negli ultimi vent’anni si è posta inoltre la questione delle migrazioni africane, lungo le rotte spagnole, delle Canarie, in Sardegna, verso Malta, verso la Grecia, la Turchia e Israele, con le connesse stragi nel Mediterraneo;
  • i cori razzisti nel calcio sono ormai una costante, soprattutto verso neri afrodiscendenti;
  • le Organizzazioni Non Governative che soccorrono i natanti in difficoltà vengono ostacolate in ogni modo perché la loro azione “favorirebbe l’arrivo di clandestini”.

Secondo la Commissione Jox Cox sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo in Italia del luglio 2017, l’Italia risulta il Paese con il più alto tasso del mondo di ignoranza sull’immigrazione, il secondo Paese europeo più islamofobo e il 40% degli italiani intervistati ritiene che le pratiche religiose degli altri possano essere un pericolo e andrebbero contenute.

Sempre nella relazione finale redatta dalla commissione vengono elencati i principali comportamenti pericolosi in termini razzisti, divisi in quattro categorie: i crimini d’odio, il linguaggio d’odio, le discriminazioni, gli stereotipi e le false rappresentazioni.

Mentre riconoscere i primi è facile per tutti, purtroppo discriminazioni e stereotipi sono all’ordine del giorno nella nostra società, ad opera anche di persone che non si definiscono razziste e non si riconoscono come tali.

Stereotipi di genere

  • Si ritiene che gli uomini leader politici o dirigenti politici facciano il loro lavoro meglio delle donne
  • Non si ritiene necessario aumentare il numero di donne che ricoprono incarichi pubblici
  • Si ritiene che debba essere l’uomo a provvedere alle necessità economiche della famiglia
  • Si ritiene per contro che gli uomini siano “poco adatti” a svolgere le attività domestiche
  • Si ritiene che una donna che lavora non possa essere una “buona madre” tanto quanto una madre che resta a casa ad accudire i figli

Stereotipi verso la popolazione LGBTI

  • Si ritiene che i gay siano uomini effemminati e le lesbiche siano donne mascoline
  • L’omosessualità viene considerata una malattia
  • Non si ritiene accettabile avere un collega, un amico o un superiore omosessuale
  • Si hanno perplessità sul fatto che una persona omosessuale rivesta cariche politiche, faccia il medico o sia insegnante di scuola

Stereotipi verso gli immigrati

  • Si ritiene che un quartiere venga degradato dalla presenza di molti immigrati e che l’aumento di immigrati favorisca i fenomeni di terrorismo e criminalità
  • Si ritiene che in condizione di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare precedenza agli italiani; si ritiene altresì che gli immigrati tolgano lavoro agli italiani
  • Si ritiene che i rifugiati siano un peso perché godono di benefit sociali e del lavoro degli abitanti
  • I rom/sinti, seppure di nazionalità italiana, sono percepiti come stranieri/estranei di tutti
  • Si è contrari all’apertura di moschee, sinagoghe, chiese ortodosse, templi buddisti nei pressi della propria abitazione

Stereotipi verso le persone con disabilità

  • la disabilità fisica o mentale viene utilizzata come un insulto, mettendo le persone affette da questa condizione in una situazione di difficoltà o inferiorità, anche quando l’insulto non è rivolto a loro direttamente

Discriminazioni

  • le donne vengono discriminate nella scuola, sul lavoro, nella ricerca di un lavoro, nello sport; durante la ricerca del lavoro, molte donne per colpa della discriminazione, devono rinunciare al lavoro per motivi famigliari
  • le persone LGBTI vengono discriminate a scuola, all’università, mentre cercano lavoro, durante l’attività lavorativa
  • le persone LGBTI vengono discriminate durante la ricerca di una casa da acquistare o affittare, nei rapporti col vicinato, nel rivolgersi a servizi socio-sanitari, nei locali, negli uffici pubblici, sui mezzi di trasporto
  • gli stranieri vengono discriminati al lavoro, durante la ricerca di lavoro, nella ricerca di una casa da acquistare o affittare, nei locali, negli uffici pubblici, sui mezzi di trasporto, nei rapporti con il vicinato

Conclusioni

Questo stato delle cose porta ad inevitabili conseguenze che vanno dalla diffusione del clima di odio, alla ghettizzazione dei più deboli, alla criminalizzazione ingiustificata, alla diffamazione.

E’ necessario combattere queste forme di razzismo strisciante, meno evidente, diffondendo una contronarrazione responsabile, che riporti al primo posto la verità e lo stato delle cose, annegando l’odio fine a se stesso e i turpiloqui ingiustificati che si porta dietro.

Per fare questo è necessario fin da subito contrastare gli stereotipi e il razzismo sensibilizzando e responsabilizzando i media, specie online, ad evitare il discorso d’odio, comprese le notizie infondate, false e diffamatorie; bisogna inoltre rafforzare nelle scuole l’educazione di genere e l’educazione alla cittadinanza,
finalizzata agli obiettivi di rispetto, apertura interculturale, inter-religiosa e contrasto ad intolleranza e razzismo.

Senza passi avanti in questa direzione, l’Italia non potrà aspirare ad avere una società aperta e solidale, un comportamento etico e altruistico. Sarà invece costante preda dei populisti, prevaricatori, violenti, in cerca di un nemico da combattere e propugnatori di false soluzioni. Dopo il loro passaggio, statene certi, nessun problema sarà stato risolto, e la bieca soddisfazione di aver sfogato su altri i propri disagi cederà in fretta il passo ad un acuirsi delle criticità e ad un incremento dell’insoddisfazione generale.

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