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Coalizione civica e il PUMS

Questa sera ho partecipato, in qualità di delegato del Comitato Possibile di Casalecchio, all’incontro organizzato da Coalizione Civica “IL FERRO FA BENE, PARLIAMO DI TRAM. LA LINEA ROSSA E IL PUMS.”

A guidare la discussione Pier Giorgio Rocchi, referente del Gruppo Urbanistica di C.C. e l’architetto Fioretta Gualdi, esperta sul tema dei trasporti.

Per prima cosa, l’architetto Gualdi ha illustrato il progetto preliminare di fattibilità (da approvare alla fine dell’estate) della Linea 1 – Linea Rossa, un tratto di 15km che parte dal Villaggio INA di Borgo Panigale e arriva fino al Caab, passando per Emilia Ponente (affiancato da un solo senso di marcia di auto verso la periferia), Pontelungo (doppia marcia alternata su unico binario), Via Saffi, Via San Felice (all’interno delle mura cessa la linea elettrica aerea e va a batteria, ricaricata sul tratto precedente), Via Ugo Bassi, Via Indipendenza, Via Pietramellara, Via Aldo Moro, Via San Donato, Via Pirandello, Pilastro, Facoltà di Agraria. Su tutto il tratto le carrozze viaggeranno su sede riservata (quindi non condivisa con altri veicoli) ma non protetta (nessuna delimitazione del percorso – solo un piccolo rialzo rispetto al livello stradale di 5-7 cm).

La prima domanda è quella di Emily Clancy, consigliere comunale di C.C., che chiede un approfondimento sulle criticità del progetto. La discussione si apre poi al pubblico che sviscera i vari argomenti:

  • il rapporto stretto tra passato e presente nella stesura del progetto;
  • l’interazione stretta tra linea tramviaria e SFM;
  • i parcheggi periferici come snodo per i collegamenti tramviari e l’accesso alla città;
  • i rischi di inquinamento nella zona del parcheggio e hub trasporto pubblico, deposito e capolinea Emilio Lepido;
  • le rimostranze fatte da qualcuno riguardo al rischio che le ambulanze non potessero attraversare i binari in caso di emergenza;
  • la previsione di riaprire il canale in via Riva Reno ed eliminare tutti i parcheggi lungo questa strada.

Al pubblico partecipante, viene spiegato che i progettisti hanno una lunga esperienza ed hanno completato con successo e plauso dei cittadini le tre linee tramviarie di Firenze.

Come a Firenze il progetto economicamente si baserà su un project financing (a Firenze il guadagno per il privato investitore è del 10% all’anno).

Dopo la costruzione della linea rossa, è prevista poi una seconda linea, la Linea Blu, che partirà da San Lazzaro e arriverà fino a Casalecchio.

Coalizione Civica, durante l’incontro, nella molteplicità degli interventi, segnala l’emersione in città di uno zoccolo duro di cittadini di Destra, un cosiddetto “Comitato Elettorale”, che mostra segni di forte disagio nell’idea di dover abbandonare l’uso dell’automobile e che si opporrà con tutte le forze all’iniziativa, promettendo di bloccare il progetto.

Viceversa, l’idea di C.C. è quella di modificare la narrazione, partendo dal voto che Bologna espresse nel 1984 che sancì l’auspicio, mai realizzato, dei cittadini bolognesi di chiudere il centro storico alle auto. Modificare la narrazione dicendo quindi che nel 1984 il tram rappresentava la povertà e gli operai volevano l’auto, oggi invece la povertà è rappresentata dall’automobile e tutti noi dobbiamo aspirare a prendere il tram.

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