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Il capitale disumano

Ieri si è tenuta a Senigallia, presso Café Zepplin, la presentazione del libro “Il capitale disumano – Salvini e l’odio per decreto”, a cura di Stefano Catone, Giuseppe Civati, Giampaolo Coriani e Andrea Maestri.

L’incontro è stato presentato da Beatrice Brignone e Andrea Maestri, segretario e co-segretario di Possibile.

Il libro ripercorre ottant’anni di storia italiana, iniziando dalla promulgazione da parte del regime fascista delle leggi razziali nel 1938. Oggi, l’argomento è di estrema attualità, perché la discriminazione prende le forme di iniziative amministrative e legislative, sia a livello locale che a livello nazionale: dall’esclusione di fatto dei bambini stranieri dalla mensa a Lodi fino al decreto Salvini.

In particolare gli autori si soffermano proprio ad analizzare il Decreto Legge 4 ottobre 2018, n.113, il cosiddetto “Decreto Salvini”, intitolato Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche’ misure per la funzionalita’ del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata.

Questo decreto modifica profondamente la normativa precedente, cominciando dalla cancellazione della protezione umanitaria a quella dello Sprar, dalla deriva dello ius sanguinis alla lesione costituzionale del diritto d’asilo, fino alla costruzione di quello che assomiglia sempre più a uno stato di polizia.

Domenico Luca Marco Minniti (da Wikipedia)

Beatrice Brignone, a Senigallia, presenta il contesto in cui è nato questo decreto, ripartendo dalla svolta violenta del precedente governo Gentiloni in tema di migrazioni, che con il ministro Domenico Luca Marco Minniti (foto a fianco) stipula un accordo con il Primo Ministro libico Fayez al-Sarraj per la gestione dei flussi migratori. L’accordo è stato subito giudicato disumano dallo stesso Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, poiché è stato accertato che nei centri di detenzione per i migranti presenti in Libia per conto dell’Italia si commettono ordinariamente atti di tortura e violenza.

E così, l’attività di Minniti ha aperto le porte ad un peggioramento delle cose, con l’avvento del Governo di Destra, titolare di un decreto, come il 113, che va contro la Costituzione, contro i trattati internazionali, contro le misure di vivere civile. L’avvento di questo decreto criminale, fattualmente convertito in legge il 3 dicembre 2018 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.281, porterà in Italia (ed era facile prevederlo a ben guardare) ancora più insicurezza, ancora più intolleranza, ancora meno integrazione, ancora più tensione sociale. Si fa così il gioco di chi ha una precisa strategia politica. Si fa il gioco di chi sul caos e sulla non-gestione dei problemi fa politica, di chi specula sulla paura della popolazione, di chi cerca un capro espiatorio di problemi più vasti che non è in grado di affrontare, di chi si limita a osservare gli africani in piazza senza domandarsi come e perché avvengono certi fenomeni.

Il decreto colpisce sostanzialmente i più poveri e indifesi. E questo richiede una reazione. Possibile ha pensato, data la bassa rappresentanza in Parlamento, che il modo migliore per fare opposizione a questa scelta dissennata sia svolgere due diverse attività:

  • da un lato, fare informazione: spiegare di cosa si tratta, raccontare le storie dei migranti (ad es.: l’iniziativa “Indovina chi viene a cena” di Senigallia), approfondire i fenomeni e le vite, le speranze e i sogni;
  • dall’altro, far valere la Costituzione: quindi intentare cause contro chi infrange i diritti della persona. Un esempio è stato il caso disumano della nave Diciotti, sia per il disprezzo per i diritti umani che per la questione dei costi sostenuti (la Corte dei Conti si sta esprimendo in questi giorni in merito all’esposto presentato da Possibile). Un altro è stato formalizzare accuse verso Matteo Salvini medesimo, che in una delle sue infauste uscite ha chiamato i rom “parassiti sociali”: Possibile patrocina una causa contro il Ministro dell’Interno per questa frase.

Andrea Maestri, avvocato immigrazionista, racconta ai partecipanti le critiche rivolte nella precedente legislatura al Ministro Minniti per aver rimosso un grado di giudizio (appello) ai richiedenti asilo, rendendoli di fatto diversi nei confronti della legge dai cittadini italiani.

In maniera propositiva poi, Possibile ha raccolto attorno ad un tavolo per un anno intero i maggiori esperti in materia di immigrazione, l’associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione, la SIMM Società italiana di Medicina delle Migrazioni, CGIL, CISL e UIL nazionali, il Centro per la Pace dell’Università di Pisa, il Centro studi sull’immigrazione (CESTIM) di Verona e ha riscritto daccapo il Testo Unico sull’Immigrazione. Questo lavoro è confluito in una proposta di legge (n.ro 4551/2017) che serve a dimostrare che l’attuale modello (la 30 luglio 2002, n.189 “Bossi-Fini”) è totalmente fallimentare.

Rimuovere la protezione umanitaria, spiega Maestri, è il “cuore nero” del Decreto Salvini e significa togliere integrazione e tutele ad un quarto dei richiedenti asilo, oggi circa 23.000 persone, che diventano fantasmi, presenti sul suolo italiano, ma senza diritti e senza protezioni, quindi spinti ancora di più nelle mani delle mafie e dei caporali che li sfruttano.

Oltre questa modifica, il Decreto Salvini ha rinforzato la gravità del blocco stradale (fatto per tenere i migranti lontano dalle strade e dalle manifestazioni per i propri diritti, ma che ha colpito in questi giorni i pastori sardi); ha introdotto in sordina l’uso del taser (pistola a impulsi elettrici), considerata da ONU e Amnesty International uno strumento di tortura; ha introdotto una cittadinanza di serie B (che può essere revocata).

I dittatori da soli non sono in grado di fare nulla, i dittatori fanno carriera perché hanno intorno spesso una burocrazia sottomessa, ossequiosa, scodinzolante. Salvini aveva qualcuno, nel suo gabinetto ministeriale, che quando lui faceva un tweet, prendeva quel tweet come un decreto legge e lo applicava, che leggeva un post pubblicato su facebook come un ordine del ministro e lo praticava…” (Andrea Maestri)

Libri da leggere consigliati:La fuga. Percorsi di rifugiati d’Oriente e d’Africa” di Chiara Michelon (Infinito Edizioni)

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